venerdì 14 gennaio 2011

Considerazioni

Perchè mi sono dedicata all'omotossicologia?
Perchè uno inizia un percorso per diventare medico, si laurea, si specializza, e a un certo punto sente il bisogno di approcciare una medicina non convenzionale, od olisitica che dir si voglia?
Queste domande mi ha rivolto una persona per e-mail, e la risposta che dovevo darle mi ha aiutato a riflettere sulle mie scelte.
Più o meno questo post è il contenuto della mia mail di risposta.

Ho iniziato l'università convinta che avrei fatto una specializzazione, poi strada facendo mi son resa conto che le specializzazioni sono affascinanti da un punto di vista tecnico, ma alla fine si rischia di sapere tutto su niente e niente sul tutto (per dirla con una caustica frase di G. B. Shaw sui medici specialisti).
Inoltre si perde di vista il paziente, che viene da te per un consulto, poi se va bene lo rivedi dopo 6 mesi o un anno, altrimenti mai più: addio ai rapporti umani.
Ecco perchè una volta laureata scelsi la formazione specifica in medicina generale.

Nel frattempo cominciai l'attività di guardia medica e sostituto di medicina generale. Mi sono resa ben presto conto che sebbene la medicina di famiglia rimanga la soluzione che tra tutte soddisfa meglio i requisiti che cercavo, è comunque ben disante dal realizzare i miei desideri.  Perchè?

La qualità del servizio, anche col mio miglior impegno, è scadente per varii motivi che cercherò di esporre il più sinteticamente possibile.

Prima di tutto la medicina difensiva: si lavora molto preoccupati di salvarsi dalla querela, perchè le denunce aumentano ogni giorno.
La medicina difensiva sta diventando un problema in quanto paradossalmente l'eccesso di zelo ha ricadute negative sulla qualità delle scelte diagnostiche e terapeutiche per non parlare del rapporto umano col paziente.

Secondo, l'informazione (non formazione) pubblica sulla salute: i mass media danno un'idea di medicina futurisitca, fantastica, si può fare tutto, c'è una molecola per tutto, una soluzione per tutto, e la gente ci crede, e talvolta lo pretende anche. Legge i rotocalchi, guarda Elisir, legge internet e ci credeeeeee!!
Perchè molti non vogliono vedere che alla fine si muore lo stesso?!?!?! Soprattutto, quello che vien ben cammuffato dall'informazone di massa è che la medicina oggi cura quasi tutto ma non guarisce quasi niente!!! Ti curano con i farmaci o con asporazioni chirurgiche ma quello non è guarire.
La guarigione nel senso proprio di una restitutio ad integrum non è certo dover assumere un farmaco a vita, perchè in tal caso non sei tornato affatto come eri prima, e ancor meno nel caso di asportazioni o sostituzioni chirurgiche di una parte di te che non riavrai mai più.

Poi ci sono i budget delle ASL e la burocrazia all'italiana, ma qui preferisco sorvolare tanto tutti se lo possono immaginare.

Volevo una medicina globale, capace di considerare il paziente nella sua interezza e non settorialmente, ma volevo anche aver il modo di poter essere creativa nella mia professione che non è solo scienza, come si vuol far passare, ma è ancora, e soprattutto, arte.
Quando mi sono avvicinata alle medicine non convenzionali non avevo preferenze per l'una o l'altra, avrei fatto qualsiasi cosa, agopuntura, omeopatia, omotossicologia...
Sono approdata a quest'ultima per una serie di coincidenze di avvenimenti, ma non era importante quale tra le medicine olistiche scegliere, era importante far qualcosa che mi permettesse di prendere in carico un paziente libera da schemi precostituiti.

Poi strada facendo dell'omeopatia (e omotossicologia) mi è piaciuto il discorso sull'acqua, sui suoi clusters e la sua memoria, su questo elemento tanto semplice quanto essenziale, di cui il nostro corpo è composto al 99% in molecole e al 70% in peso, e mi ci sono legata ... ma devo chiudere il post altrimenti diventa infinito, perchè le meraviglie dell'acqua mi hanno fatto innamorare, e questa è un'altra storia.                                                                  

         

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