sabato 24 dicembre 2011

Star of Bethelem (Ornithogalum Umbellatum) (SCORAGGIAMENTO)


(Foto tratta dal sito: http://www.elicriso.it/it/fiori_di_bach/star_of_bethlehem/)

In tema col Natale, vediamo oggi questo fiore di Bach: la Stella di Betlemme.
Fa parte dei rimedi per lo scoraggiamento e la disperazione, soprattutto in seguito a traumi. In questo senso la si potrebbe chiamare l'Arnica dei fiori di Bach.
In particolare la si usa per le conseguenze a lungo termine dei traumi, mentre durante l'evento, in acuto, è preferibile somministrarla in associazione, dentro il Rescue Remedy.
E' molto importante capire quando è il caso di utilizzarla. Sarebbe opportuno sceglierla solo verso la fine del trattamento, dopo aver giocato le carte corrispondenti ai sentimenti "acuti", ovvero è bene attualizzare la scelta del rimedio floreale. Per essere chiari: se il ricordo di un certo evento traumatico suscita rabbia, somministrare prima un fiore per la rabbia (Holly) e solo successivamente Star of Bethelem.
Tuttavia può essere utile fin dall'inizio del percorso terapeutico qualora vi siano resistenze alla terapia, come un catalizzatore, per un paio di mesi. Esempi di questi casi sono la terapia in caso di sterilità femminile in assenza di cause organiche, e i primi due mesi di vita (la nascita è sempre un trauma!) assieme a Walnut.
Spesso sarà opportuno far seguire Rock Rose o Sweet Chestnut.
Star of Bethelem "resetta" il sistema, elabora lo shock, rende corpo e mente liberi da tensioni legate al trauma, ammorbidisce e ripara le "cicatrici" lasciate dall'evento pregresso.



Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 11 dicembre 2011

Oligoelementi n°1




Ho accennato brevemente all'importanza degli oligoelementi in un precedente post dedicato alle sindromi influenzali.

Vediamo ora quali sono i principali e come si usano, singoli o associati.

Tralascio volutamente il discorso sulle diatesi, ovvero sulle tendenze morbose (ossia perchè una persona tende ad ammalarsi più spesso di determinate patologie, ad esempio allergiche oppure infettive e così via) in quanto, seppur direttamente correlato agli oligoelementi, l'ho sempre trovato piuttosto artificioso ed assai poco pratico.

Passo invece subito volentieri ad esaminare i singoli rimedi composti da oligoelementi, singoli od associati, e le loro funzioni terapeutiche.

Manganese

Il Manganese è indicato in caso di:
  • malattie allergiche come orticaria, asma allergica, rinite cronica;
  • emicrania, con disturbi digestivi e visivi
  • artralgie fugaci
  • iperattività
  • specialmente in soggetti con astenia al mattino e maggiore energia la sera

Va notato che il Manganese può talora provocare un fenomeno di aggravamento, simile a quello che si osserva in omeopatia. In tal caso possiamo associare del Fosforo, che dovrebbe ridurre i disturbi, altrimenti sospendiamo il rimedio per una decina di giorni per poi riprenderlo a posologia ridotta.

Manganese-Rame

Il complesso Manganese-Rame è indicato nei casi di:
  • malattie infettive croniche respiratorie, urinarie, otorinolaringoiatriche, gastrointestinali (cistiti recidivanti, BPCO ... )
  • eczemi cronici
  • dismenorrea
  • in prossimità di vaccinazioni (ottimizza la risposta anticorpale e riduce le complicanze vaccinali)
  • come prevenzione dell'influenza (iniziando 2-3 mesi prima)
  • specialmente in soggetti facile affaticabili con stanchezza la sera, calmi, riflessivi e metodici

Manganese-Cobalto

L'oligocomplesso Manganese-Cobalto lo useremo nei seguenti pazienti:
  • pazienti con sindromi neurovegetative varie
  • pazienti con disturbi circolatori varii
  • donne che presentano i disturbi tipici della menopausa
  • pazienti che accusano calo della capacità di concentrazione
  • persone sofferenti di ansietà, insonnia e instabilità dell'umore
  • specialmente in persone che se già sono stanche al mattino non fanno che peggiorare inesorabilmente col passar delle ore

Rame-Oro-Argento

Questa triade è utilissima per:
  • malattie infiammatorie a lenta risoluzione
  • convalescenze
  • infezioni recidivanti
  • depressione
  • esiti di traumi recenti e remoti
  • specialmente in persone del tutto anergiche, con una stanchezza globale, cronica, che non può essere più alleviata neppure dal riposo

Rame

Il Rame è un oligoelemento dalle proprietà davvero interessanti!
Usiamolo se abbiamo:
  • malattie infiammatorie di diversa origine (sia battriche che virali)
  • febbre
  • artriti
  • assunto 5 minuti dopo aver assunto un FANS ne potenzia l'effetto antalgico fino a 20-30 volte!!!

Magnesio

Il Magnesio può essere assunto con buoni risultati in pazienti che soffrono di:
  • spasmofilia
  • tremori
  • ansia ed iperemotività
  • colon irritabile e alterazioni della persitalsi gastrointestinale
  • artrosi
  • sindrome premestruale


Fin qui ho accennato solo ai principali oligoelementi, o per lo meno a quelli che trovo personalmente più utili.
Ve ne sono molti altri, di cui parlerò un'altra volta.



Fonti: La logica degli oligoelementi, B. Brigo, Ed. Ariete
         Compendium 2010, Guna

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 4 dicembre 2011

Come affrontare ... le sindromi influenzali

Inverno e influenza, un binomio classico.
Cosa fare per fronteggiarla?

Abbiamo già visto l'importanza della prevenzione, e ho dedicato un intero post alla cura della febbre, di qualsiasi origine essa sia.
Oggi mi dedico nello specifico al virus dell'influenza stagionale e dei parainfluenzali, con tutti i classici sintomi.
Ci tengo a precisare nuovamente che a seguire si trovano suggerimenti di massima, e che la gestione di una cura (omotossicologica, e ancor più omeopatica pura) è cosa complessa da riservare al medico.
Rimanendo comunque su linee generali, e considerata la lunghezza di questo post dovuta alla frequenza del problema trattato, ritengo utile ricordare due cenni in merito alle assunzioni dei rimedi.

In generale i rimedi omoepatici vanno assunti a digiuno e sotto la lingua, vanno conservati al riparo da luce, calore e fonti elettromagnetiche, e per quanto riguarda i complessi omotossicologici sintomatici e drenanti la modalità più comune di somministrazione negli adulti è di 10-15 gocce per 2-3 volte al dì o di 1 compressa 2-3 volte al dì, fino ad una volta ogni mezz'ora nelle fasi acute. Vanno invece sapientemente dilazionate le somministrazioni dei bioterapici e degli organoterapici. (In età infantile generalmente si dimezzano le quantità, non la frequenza).
Le tinture madri (T.M.) si assumono nell'adulto a dosi di 30-50 gocce 2 volte al dì, mentre rimane pressochè impossibile quantificare gli omeopatici puri dal momento che la frequenza e la potenza del rimedio richiedono competenza e paziente personalizzazione.

Omeopatia:
Innanzitutto vediamo cosa fare ai primissimi sintomi, o meglio ancora per prevenire l'influenza nei periodi di epidemia o quando abbiamo in famiglia un ammalato.
In questo frangente ci sarà utilissimo Oscillococcinum, assunto una volta la settimana, assieme ad Influenzinum.
Una volta comparso il caratteristico corredo sintomatologico, dal momento che l'esordio sarà accompagnato dall'immancabile febbre, somministrare Aconitum (appena iniziano i brividi) seguito da Belladonna (appena inizia la sudorazione), come già indicato nel post dedicato.

Per alleviare invece tutti gli altri sintomi correlati alle sindromi influenzali, può essere utile e molto pratico somministrare contestualmente Gelsemium (che agirà soprattutto sui brividi e su quel tipico mal di testa che dall'occipite ci attanaglia a cerchio fino agli occhi), Rhus tox (che ci aiuterà soprattutto nei confronti delle osteoartromialgie) ed Eupatorium perfoliatum (che ha un'azione sovrapponibile ai due precedenti, ossia da un lato riduce i dolori ossei e muscolari e dall'altro attenua la cefalea oculare).

Se compare tosse secca, che scuote il petto al malato (lo vedremo tenersi il torace per contenere il dolore provocato dagli spasmi tussigeni) diamogli subito Bryonia.
Se invece lo sbocco della malattia sarà soprattutto in piccoli sanguinamenti (ad esempio epistassi) usiamo Ferrum  phosphoricum.
Qualora la sindrome si concentri nell'apparato gastroenterico, con alitosi, diarrea, dolore in fossa iliaca destra, ricordiamoci di Baptisia tinctoria.

Omotossicologia:
Ai primissimi sintomi, in special modo quando siamo sicuri che si tratti del virus influenzale vero e proprio, affidiamoci ad un semplice drenaggio linfatico assieme ad Omeogriphi e ad Engystol, compresse che aiuteranno il nostro organismo a rinforzarsi nei confronti di qualsiasi infezione ad origine virale.

Quando invece i sintomi diventano conclamati, Aconitum Heel (oppure Inver OTI) ci aiuterà a smorzare la febbre e i dolori ossei; Belladonna Homaccord sarà utile se predomina il mal di gola con gola rossissima e tonsille gonfie; Tartephedreel andrà insieme a Tartarus Heel se lo sfogo virale sarà soprattutto nel senso di tosse catarrale molto produttiva oppure di bronchite asmatiforme (Tartephedreel è un vero e proprio drenaggio emuntoriale di tipo respiratorio), mentre davanti a tossi secche e stizzose è più utile associare Droperteel ad Husteel insieme a Drosera Homaccord gocce; infine Euphorbium compositum S spray nasale aiuta a liberare il naso ostruito.

L'omotossicologia ci propone anche un rimedio per prevenire complicanze batteriche, Echinacea compositum S, un'utilissima formula in fiale che si possono assumere tanto per via i.m./ s.c./ i.c./ e.v.,  che orale, od anche vaporizzate in aereosolterapia.
Bisogna sottolineare del resto che sia in una cura puramente omeopatica che in una terapia mista la prevenzione delle complicanze batteriche s può fare in ogni caso con Echinacea angustifolia T.M.
Un'altra caratteristica dell'omotossicologia è quella di utilizzare, insieme al drenaggio e ai rimedi specifici, anche i bioterapici e/o gli organoterapici, in questo caso il più adatto bioterapiaco è Grippe-nosode-Injeel, ma si può unire ad organoterapici specifici dell'organo più colpito.

Per concludere, non ho mai parlato degli oligoelementi, anch'essi utile strumento in varie problematiche.
Nel particolare caso dell'influenza credo utile il Rame come singolo oligoelemento quale accompagnamento della terapia durante la fase conclamata (aiuta a ridurre i sintomi da raffreddamento, e se associato ai comuni antinfiammatori ne potenzia l'effetto); mentre Manganese-Rame, fin dai 2-3 mesi prima dell'epidemia, è efficace quale prevenzione.

E con questo fine, e tanti auguri a tutti di non ammalarsi!!!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




giovedì 1 dicembre 2011

Buon compleanno blog!



Oggi mi festeggio!!
Ad un anno dall'inizio di AcquaCluster mi auguro ...

 ... Buon Compleanno, blog!!!


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




sabato 26 novembre 2011

Modalità di conservazione e di assunzione dei rimedi omeopatici



Per oggi ecco alcune semplici ma importanti modalità di conservazione dei rimedi omeopatici, omotossicologici, oligoelementi, fiori di Bach, litogemmoterapici eccetera.

Elenco le regole (non in ordine di importanza).

Come conservarli?
  • al riparo da luce e calore
  • lontano da fonti elettromagnetiche (radiosveglie, frigorifero, freezer, cellulari, computer, TV ...)

Come assumerli?
  • a digiuno (15-30 minuti prima o 1-2 ore dopo i pasti)
  • sotto la lingua
  • bevendo molta acqua durante i giorni della terapia
  • evitando di assumere carne di maiale, soprattutto se si sta facendo una terapia a base di organoterapici suis
  • evitando di eccedere con tisane
  • stando attenti a non assumerli immediatamente dopo aver lavato i denti (semplicemente perchè il dentifricio contiene spesso sostanze, tipo la salvia, che alterano le capacità di assorbimento sublinguale)
  • attenendosi rigorosamente alle frequenze di assunzione consigliate
  • non prendere in mano i granuli/globuli ma versarli nel coperchietto del tubo e quindi direttamente in bocca sotto la lingua


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 18 novembre 2011

Come affrontare ... la febbre




"Mamma, ho anche la febbre!"
Quante volte da bambini abbiamo guardato con malcelata soddisfazione il termometro, che ci assicurava che sì, questa volta dalla scuola dovevamo rimanere proprio a casa, perchè se c'era la febbre allora eravamo veramente ammalati.
E quante volte il medico sollevando la cornetta del telefono sente come prima denuncia di sicura malattia del paziente la presenza più o meno importante del sintomo "febbre"! "Dottore, ho la febbre ... " e poi tutto il resto. Poi però, quasi che il resto non fosse la causa ma la conseguenza dell'aumento di temperatura.
Nient'affatto: la febbre, o rialzo termico, o aumento della temperatura corporea, o iperpiressia (ci si sbizzarrisce nei nomi) è un sintomo, e non una malattia.
Un sintomo utilissimo perlatro, finalizzato alla sconfitta del microbo infettante.
Ma anche un sintomo fastidioso, che porta con sè "regali" come dolori muscolari e ossei diffusi, occhi lacrimanti, mal di testa, difficoltà di concentrazione, intolleranza a luce e rumori ... quando non provoca, nel bambino sotto i 6 anni, attacchi di convulsioni generalizzate.
Il rimedio classico e arcinoto alla febbre è il paracetamolo (Tachipirina).
Tuttavia bisogna notare come l'uso del paracetamolo seppur porti sollievo va a spegnere l'unico fuoco naturale in grado di bruciare l'esercito nemico, il microorganismo.
Da qui la sempre maggior tendenza, anche nei corsi accademici, a raccomandarne l'uso solo in casi selezionati a rischio elevato, come i bambini che hanno già sofferto di convulsioni febbrili, gli anziani, i cardiopatici, e qualora la febbre sia alta al punto che i sintomi collaterali (cefalea in primis) diventino eccessivamente forti.
Cosa fare in tutti gli altri casi?
A parte una sempre importantissima idratazione, se per la medicina accademica rimane del resto solo il soffrire pazientemente, la medicina non convenzionale ci offre invece una vastissima gamma di rimedi utili a domare la febbre e i dolori che la accompagnano.

Fiori di Bach
  • Crab Apple: è un fiore di Bach. Diluire 4-6 gocce in un bicchiere d'acqua e sorseggiarle a poco a poco. Solitamente (eccettuati i casi in cui il paziente è completamente anergico, cioè talmente stremato da non aver nemmeno più in corpo le energie per reagire) si assisterà ad un rapido incremento della febbre (mamme, non vi spaventate!!), che dopo alcune ore scenderà altrettanto rapidamente con abbondante sudorazione.

Omeopatia
  • Aconitum: nella fase del brivido, specialmente se dovuta a colpo di freddo secco, con tachicardia, pelle rossa bruciante e secca, con forte sete ed agitazione (rinofaringiti, tonisilliti, laringiti, crup con tosse verso mezzanotte, diarrea da colpo di freddo con coliche), sete di piccole quantità di acqua fredda.
  • Belladonna: stesse indicazioni di Aconitum ma anche se c'è sudorazione abbondante, cefalea pulsante, occhi molto lucidi, delirio. Per i maggiori segni di flogosi spesso nella febbre segue cronologicamente Aconitum
  • Pyrogenium: a prescindere dalla sintomatologia e dall'eziologia, in tutti gli stati febbrili ed in particolar modo laddove il malato è prostrato, astenico, nn reattivo, si trascina la febbre o la febbricola per tempi lunghi, e a dispetto del modesto rialzo termico ha il polso piuttosto frequente (tachicardico)
  • Eupatorium perfoliatum: soprattutto nelle sindromi influenzali, con dolore ai bulbi oculari peggiorato alla minima compressione sul bulbo, e indolenzimento generale
  • Baptisia tinctoria: come Eupatorium, ma con sintomi biliari e/o gastrici, e in fossa ilaca destra
  • Echinacea angustifolia (anche in T.M.): in tutti i processi infettivi, specialmente batterici
  • Arsenicum: con peggioramento all'una-due di notte, bruciori fortissimi che migliorano col calore , agitazione e prostrazione importanti (frequente nelle infezioni intestinali, con diarrea nerastra e maleodorante, dissenteria, bruciore anale)
  • Gelsemium: con cefalea congestizia sopratutto occipitale e assenza di sete e di sudorazione
  • Bryonia: febbre con sete di grandi quantità di acqua fredda, mucose secche (tosse secca, tracheiti o bronchiti, con dolore retrosternale che costringe a premere forte contro il torace quando si tossisce). Sta immobile, peggiora col movimento e migliora con la forte pressione. Dolori pungenti
  • Rhus tox: anche qui febbre con sete di grandi quantità di acqua fredda, mucose secche (triangolo rosso sulla punta della lingua), forte agitazione (come Aconitum e Arsenicum), il malato non sta mai fermo, rabbrividisce al minimo movimento
  • Actaea Racemosa (Cimicifuga): febbre con cervicalgia che si irradia agli occhi
  • Agaricus: febbre con delirio

Omotossicologia ed altri complessi omeopatici:
  • Utile il drenaggio linfatico con Lymphomyosot gocce o Lymdiaral gocce, associato ad Aconitum Heel e a Belladonna Homaccord, più Echinacea compositum S. Questo schema si adatta anche ad adulti ed anziani con una cera facilità e senza timore di incorrere in interazioni con eventali terapie preesistenti.
  • Altresì trovo utilissimo Oscillococcinum, un vero simolante delle nostre difese, assieme a Para-G compresse che potremmo definire il "paracetamolo omeopatico"! Questo schema lo uso volentieri soprattutto nei giovani, in quanto più probabilmente non necessitano di una maggiore disintossicazione con drenaggio.


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




sabato 12 novembre 2011

Come affrontare ... la stagione fredda




Sta arrivando davvero la stagione invernale.
Dopo un caldo che sembrava non dover mai finire ci troviamo davanti ad un autunno piovosissimo, umido, di quelli che invogliano a chiudersi in casa se solo si potesse! E invece bisogna far fronte alla stagione autunnale e invernale, ma basta essere ben equipaggiati, non solo nell'abbigliamento.

Parliamo oggi di prevenzione, con riferimento specifico alle virosi stagionali, a carattere prevalentemente respiratorio. Febbricole e febbroni, raffreddamenti, tosse, freddolosità, dolori alle articolazioni ... delle febbri e dei singoli sintomi parlerò in post dedicati, oggi vediamo solo una piccola ma importantissima cosa: come prevenirli, come rafforzare il nostro organismo per fronteggiare coraggiosamente i nemici in arrivo.

Nella mia esperienza personale utilizzo pochi rimedi ma efficacissimi.
Sono complessi omeopatici ed omotossicologici, il cui obiettivo è innanzitutto il drenaggio, ovvero l'alleggerimento del carico tossico, e poi il rafforzamento diretto ed indiretto del sistema immunitario.

Per persone che sono avanti nell'età, o comunque che hanno assunto molti farmaci negli anni precedenti, o che sono intossicate dal fumo o da altre abitudini di vita igienicamente scorrette (vita sedentaria, accessi alimentari, vita in città inquinate eccetera ...) inizio a Ottobre-Novembre un paio di mesetti con:
Lymphomiosot gocce 10 gocce sublinguali mattina e sera (o Lymdiaraal gocce, 15 gocce)
Galium Heel gocce, stesso dosaggio.
Questo è il vero e proprio drenaggio in senso omotossicologico.
Contemporaneamente si assume Oscillococcinum un tubo dose sublinguale la settimana per tutto il periodo invernale, oppure Omeogriphi (che contiene anche il bioterapico influenzale) in identiche dosi.

Nei soggetti meno intossicati (bambini, giovani che hanno assunto pochi medicinali e fanno sport) mi limito all'utilizzo dell'ultimo rimedio e basta.
Infatti Oscillococcinum ed Omeogriphi non servono per il drenaggio ma sono piuttosto dei "vaccini", ovverosia contengono sostanze in grado di stimolare le difese immunitarie.

Oscillococcinum è un complesso omeopatico che torna assai utile anche assunto ripetutamente durante la giornata (2-3 volte) ai primi sintomi, sebbene in questi casi mi tornino assai comodi anche Omeogriphi ed Inver Oti.
Ma non voglio anticipare ora il trattamento delle sindromi febbrili da raffreddamento, di cui parlerò prossimamente.

Per ora cominciamo a prevenire, che è comunque meglio che curare!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 6 novembre 2011

La medicina nel futuro



Mi piace immaginare quando, fra anni e anni, secoli forse o forse millenni, la medicina odierna verrà guardata attraverso il cannocchiale del tempo e sarà vista come qualcosa di molto antico ed ormai superato da tempo.
Ma non perchè saranno ulteriormente progredite le tecnologie e la chimica, bensì al contrario: perchè l'umanità sarà stata finalmente capace di riappropriarsi della natura, delle relazioni, della capacità di sintesi, e dei sistemi semplici.
Allora gli odierni "camici bianchi" saranno ricordati con compassione, con un sorrisetto, esattamente come noi raccontiamo delle cure praticate nei secoli trascorsi.

La medicina fino al 1600 circa era soprattutto stregoneria, alchimia, e il corpo umano un balocco con cui l'uomo stesso giocava e sperimentava.
Con l'avvento dell'anatomia patologica e della biochimica si fa il salto alla medicina contemporanea, scientista, riduzionista, organicista: l'uomo-bambino ha voluto rompere il suo giocattolo, farlo a pezzi per sapere come funziona e studiarlo. Ed eccoci oggi ad aggiustarne volta per volta le singole parti, ora con la chirurgia, ora con la più fine chimica farmacologica.

Ma prima o poi la scienza si renderà conto che è necessaria una nuova sintesi, sarà indispensabile restituire il corpo umano, anzi la persona, alla sua integrità, e il fanciullo che ha smontato il suo gingillo lo dovrà riassemblare, e guardare e curare nel suo complesso.
Questa a mio avviso sarà la medicina di un futuro non so quanto lontano: una medicina elegante, indolore, globale, priva di effetti collaterali, ed anche domestica-famigliare.
Famigliare sì, dove gli ospedali e il personale sanitario di oggi, asettici e rigorosi, spesso forzatamente distaccati, non esisteranno più e verranno anzi additati come un sistema primitivo e grezzo.
La presuntuosa medicina del 2000 sarà vista come una specie di cantiere in cui si alternavano falegnami o idraulici o elettricisti del corpo umano secondo i casi, insieme a grossolani sistemi diagnostici che richiedevano spazi enormi e goffi macchinari costosissimi, cui facevano seguito, quali terapie, dei bombardamenti macromolecolari con veri e propri veleni di cui nemmeno si conoscevano tutti gli effetti ...

Io invece amo immaginare un futuro della medicina in cui nulla di macroscopico servirà più per curare, ma la guarigione avverrà non so ora come ma di certo in modo silenzioso, invisibile, caldo, impalpabile, fluido, e in un contesto di intime relazioni umane.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




Links utili per medici omeopati: testi online e software gratis

Non so se queste indicazioni potranno essere utili per alcuni colleghi che fanno anche omeopatia, comunque anche se suppongo che i più già li conosceranno tutti ampiamente, le scrivo non si sa mai facciano comodo a qualcuno.
Si tratta di alcuni links da cui scaricare testi o software gratuiti di omeopatia. Quasi tutti in inglese o spagnolo però, l'utente è avvisato!







  • Bellavite, P. Biodinamica. Basi Fisiopatologiche e Tracce di Metodo per una Medicina Integrata. Tecniche Nuove, Milano, 1998, in italiano: vedere qui






Sono graditi suggerimenti ed integrazioni, sperando di aver, già con questo poco, aiutato qualcuno a lavorare meglio e più celermente.

 


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 4 novembre 2011

mercoledì 19 ottobre 2011

Come affrontare … le suppurazioni

La suppurazione è la formazione di materiale infetto (pus) che si presenta come un liquido denso, giallo o verdastro, maleodorante, più o meno abbondante.
Le suppurazioni possono avere una via d’uscita (drenaggio) spontaneo oppure essere chiuse, ed in quest’ultimo caso si potrà instaurarvi un drenaggio non spontaneo, cioè di tipo chirurgico.
Gli esempi si sprecano: andiamo da eventi banali come il foruncolo ad eventi gravissimi come raccolte ascessuali interne (empiemi).
La terapia medica classica si avvale principalmente di antibiotici, locali in forma di pomata nei casi più superficiali o sistemici nei casi di suppurazione più profonda o comunque resistente alle terapie topiche, fino al drenaggio chirurgico tramite incisione.
L’omotossicologia ci propone:
  • Belladonna Homaccord gocce, in particolare laddove siano evidenti i segni della flogosi
  • Arnica Heel gocce, rimedio omotossicologico aspecifico delle infiammazioni
  • Mercurius Heel compresse, specialmente nelle tonsilliti con cripte tonsillari ripiene di pus
  • Arnica compositum pomata, sulla lesione quale rimedio aspecifico delle flogosi
  • Echinacea compositum S, che combatte contro i batteri responsabili
  • Silicea Heel nei casi cronicizzati

In omeopatia pure troviamo:
  • Belladonna nelle fasi inziali, in cui è ancora presente la flogosi (dolor, tumor, rubor, calor, functio lesa)
  • Apis sempre nelle primissime fasi, se il dolore è pungente e migliora con applicazioni fredde
  • Arsenicum album se vi sono dolori brucianti migliorati dal calore, con paziente prostrato e agitatissimo
  • Bufo rana se siamo davanti a linfangiti localizzate
  • Pyrogenium, se coesiste febbre
  • Hepar Sulphur: in questo caso abbiamo un ottimo alleato, ma dovremo prestare attenzione alle potenze (diluizioni) da utilizzare. Infatti saranno opportune le basse diluizioni (5CH) quando sia presente un drenaggio spontaneo che noi desideriamo favorire, mentre ci affideremo alle alte diluizioni (15-30 CH) in caso contrario, quando appunto il nostro intento è piuttosto quello di far regredire la flogosi e la suppurazione al fine di evitare un trattamento chirurgico
  • Mercurius solubilis, soprattutto se la suppurazione è nel cavo orale o all'inguine
  • Aurum muriaticum nelle suppurazioni delle ossa corte: dentarie e auricolari, se hanno uno sbocco di drenaggio assicurato
  • Silicea, se l'ascesso è cronico e fistoloso, molto usato insieme a
  • Calcarea sulphurica nelle fistole ed ascessi perianali

Fonti:
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia Facile, Clarke, ed. Nuova Ipsa, 1992

Terapia omeopatica  Possibilità in Patologia Acuta, ed. Boiron

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




giovedì 13 ottobre 2011

Walnut (Juglans regia) (INFLUENZABILITA')

E' stato chiamato "il fiore della libertà" (Paolelli), il fiore che aiuta il paziente a trovare da sè la propria rotta, e non a lasciare il timone in mano ad altri.
Quindi è adatto per persone che hanno chiare le proprie mete, ma in caso di attualizzazione di passaggi fondamentali si lasciano influenzare dalle opinioni altrui e dalle situazioni contingenti.
Torna particolarmente utile nei momenti di cambiamenti, in cui la persona mostra scarsa capacità adattativa, e ci libera dalle suggestioni e dalle influenze esterne al cambiamento, in quanto oltre a regalarci capacità di adattamento, rafforza la costanza e la determinazione nel perseguire i presonali obiettivi, eliminando le ansie e le apprensioni in merito al futuro.
Lo useremo pertanto in tutti i passaggi della vita: in menopausa (specialmente per quelle donne che la accettano male e assumono comportamenti o abbigliamento troppo giovanili), in adolescenza, nel momento del pensionamento, in caso di emigrazione, gravidanza, parto, svezzamento, disuassuefazione da dipendenze varie, dentizione, malattia, incedere della vecchiaia, trasloco, cambio di lavoro, divorzio, conversione religiosa, incidenti, lutti ...
Ci viene in soccorso quando il nostro spirito è attratto dall'imminente novità ma la nostra mente è legata ancora ai vecchi schemi, alle convinzioni obsolete del passato. Insomma quando interiormente siamo già cambiati, ma non abbiamo la forza e il coraggio di attuare concretamente la novità che è in noi.
Pertanto lo possiamo considerare un rimedio sia type (cioè d fondo, di base) che mood (ossia da usare al bisogno per motivi contingenti), e in senso transpersonale può essere utilizzato per rafforzare varii risultati terapeutici, inclusi quelli delle terapie fisiche come ad esempio i massaggi, poichè ci aiuta a fissare bene il momento presente.
Se la difficoltà a cambiare ha orgini traumatiche è utile l'associazione con Star of Bethelem, se invece ha origine in un eccessivo attaccamento affettivo e nostalgico al passato va associato a Honeysuckle.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 2 ottobre 2011

L'omeopatia, il Pinco-Panco e Archimede

Riprendo finalmente il blog dopo un'estate non proprio riposante, e questa volta cerco solo di spiegare un pochino la differenza che può intercorrere, anzi una delle differenze, tra l'omeopatia (o altre medicine non convenzionali) e la terapia classica.
Senza pretese di rigore matematico prendo come spunto la leva di Archimede.
Un esempio semplice è il gioco da giardino per l'infanzia chiamato Pinco-Panco: due bambini salgono a sedere alle estremità di questa semplice struttura con fulcro e bracci, e si dondolano a piacere. A piacere finchè i due ragazzini sono di peso simile, o almeno finchè non ne arrivi un terzo che vuole intromettersi nel gioco, rendendolo impossibile. Infatti nel primo caso avremo il Pinco-Panco in equilibrio:



mentre negli altri casi si creerà uno squilibrio che renderà impossibile la prosecuzione del movimento:



Ora immaginiamo che la leva sia il nostro organismo.
In salute, tutto è in equilibrio, ma quando viene ad essere carente od in eccesso qualche componente, oppure quando vi si intromette un essere estraneo si crea lo squilibrio.
La medicina classica cosa fa? A seconda dei casi, o elimina (terapia ablativa chirurgica o soppressiva farmacologica)



oppure aggiunge (terapia sostitutiva medica e chirurgica, terapia antagonista farmacologica):



Può andare benissimo, ma non si potrebbe agire in modo diverso? Non si potrebbe, anzichè fare sottrazioni ed addizioni organiche, aiutare l'organismo a ritrovare un nuovo equilibrio dinamico? 
Nel Pinco-Panco ad esempio si può sfruttare il principio delle leve semplicemente spostando i carichi:



Ecco un pochino come agiscono le medicine non convenzionali. Non è che esattamente sfruttino il principio di Archimede (!) ma in modo analogo agiscono aiutando il nostro organismo a trovare un nuovo punto di equilibrio, senza necessariamente togliergli nulla e senza invaderlo inutilmente.
A volte purtroppo le "sottrazioni" e le "addizioni" della medicina classica si rivelano indispensabili, ma non dimentichiamoci mai che esiste spesso, spessissimo, almeno un'alternativa altrettanto valida!





Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




lunedì 25 luglio 2011

Apiterapia n°1: il miele




Per il post rimando al sito
 http://www.scienzanatura.it/editoria/articoli-e-video/articoli/vari-argomenti/apiterapia/


                                                                                                                                                                                                    

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




martedì 19 luglio 2011

Come affrontare ... le cicatrici

Avete presenti quelle cicatrici grosse, spesse, che sembrano cordoni? Si chiamano cheloidi. E avete mai visto invece quelle che paiono tirare, tenere in trazione la pelle circostante e che oltre al danno estetico possono creare un danno funzionale, come ad esempio limitare i movimenti della parte colpita?
Sono esempi di cicatrici "problematiche" che nel tempo possono tra l'altro (come tutte le cicatrici, del resto) diventare anche un campo di disturbo (vedi neuralterapia).

Ebbene, l'omotossicologia, e precisamente l'omeomesoterapia, ha alcuni validi aiuti:
  • Causticum compositum fiale
  • Coenzyme compositum fiale
  • Graphites homaccord fiale
  • Solanum compositum fiale
Si possono miscelare tutti assieme, o solo alcuni secondo le necessità, ed effettuare ineizioni intradermiche settimanali o bisettimanali secondo che la cicatrice sia meno fresca o invece più recente.
E' opportuno infiltrare non solo lungo la cicatrice ma anche i bordi.
Si potrà poi completare utilmente la terapia con l'assunzione orale dei medesimi preparati disponibili in gocce, specie Graphites Homaccord.
E' di grandissima soddisfazione!


Fonti:
Manuale di omeomesoterapia, De Bellis, Italia, ed. Guna, 2003

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




giovedì 7 luglio 2011

Come affrontare ... la paresi facciale a frigore


L'argomento sembra fuori stagione ed invece ... chi abbassa troppo il finestrino dell'auto la sera, chi va in motorino nelle ore fresche senza abbassare la visiera, chi passa rapidamente dalla calura cittadina alle temperature siberiane dei centri commerciali (per non parlare dei reparti di ortofrutta degli ipermercati!) e così via, di paresi a frigore se ne vedono pure in estate, eccome!

La medicina ufficiale propone quasi sistematicamente il cortisone, efficace ma ... chi ha il diabete? chi ha l'osteoporosi? chi ha la gastrite? chi (raro ma esiste) è allergico allo stesso cortisone? Che fare?

L'omeopatia ha un arsenale di rimedi semplici ed efficacissimi:

  • Aconitum napellus: il re delle malattie da raffreddamento, specie freddo secco, da dare subito
  • Curaro: utile associarlo ad Aconitum specie se è accentuata la ptosi palpebrale e la lacrimazione
  • Causticum: in un secondo momento, o quando Aconitum non ha completato a fondo la sua azione oppure quando la patologia evolve in nevralgie con crampi, che peggiorano al freddo secco e migliorano col caldo umido, e risvegliano il paziente nel cuore della notte.
  • Conium maculatum: è la Cicuta di Socrate, e ci viene in aiuto quando persiste un'iperestesia della zona colpita, in pazienti depressi, abulici, con vertigini, rallentati, che peggiorano col freddo e durante la notte
  • Kali chloricum: se c'è forte dolore alla pressione della zona colpita da paresi
  • Graphites: se c'è il sintomo curioso "sensazione di avere una ragnatela sul viso"
  • Thuya: se presenti dolori e nevralgie  soprattutto con tremori, che peggiorano col freddo umido e migliorano col caldo secco, peggiorano alle ore 3 della notte e del pomeriggio (ore 15), accompagnati da sudorazione maleodorante, depressione e sensazioni o idee cenestesiche


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 1 luglio 2011

Come affrontare ... il prostatismo

Iniziamo il mese di Luglio con una problematica assai frequente nell'ambulatorio del medico di famiglia: l'ipertrofia prostatica benigna. Colpisce i maschi in età avanzata (generalmente dopo i 60 anni) e provoca parecchi fastidi che possono compromettere la serenità e la vita sociale, quali: bisogno di urinare di frequente, con risvegli notturni, impossibilità a rimandare la minzione, svuotamento vescicale insoddisfacente con sensazione di pienezza e pesantezza pelvica.
E' importante escludere il carattere maligno del problema, mentre poi appuratane la benignità ci sono diversi aiuti che vengono dalle medicine non convenzionali.

Partiamo dall'omeopatia:

  • Sulphur è il rimedio di chi ha una forte congestione prostatica, con pesantezza perineale e anale e/o dolori lombosacrali, bruciori alla minzione, alternanza di altri disturbi (cutanei e respiratori soprattutto), peggioramento con il calore
  • Nux Vomica va bene per coloro che presentano anche emorroidi, tenesmo rettale e vesciale, disuria, prurito anale, in persone con le caratteristiche del rimedio (eventualmente considerare anche Ocimum Canum)
  • Sabal Serrulata  ci aiuta soprattutto nella pollacchiuria notturna, in praica quindi su quasi tutti i pazienti
  • Pareira Brava è tipica del paziente che per urinare più facilmente preme sulla vescica o si accovaccia, con forti dolori anche alle basse vie urinarie
  • Thuya sarà utile nelle infezioni acute mentre
  • Medorrhinum nelle prostatiti recidivanti

L'omotossicologia ci viene in aiuto con:
  • Sabal Homaccord, praticamente per tutti i pazienti come già detto per il rimedio unitario
  • Belladonnna Homaccord laddove è accentuata la flogosi
  • Hormeel S
  • Populus compositum SR nelle prime fasi della malattia
  • Solidago compositum per lo stadio iniziale
  • Damiana compositum e Fucus compositum
  • Un buon drenaggio impostato dal medico omotossicologo.

L'omeomesoterapia può alleviare alcuni sintomi:
Sabal homaccord fiale e Apis homaccord fiale nei punti di agopuntura 3-4-5 di Vaso concezione e 60 di Vescica

Infine possiamo alleviare i sintomi anche con la coppettazione sugli agopunti:
Vescica Biliare 25, Vaso concezione 3-4



Fonti:
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia Facile, Clarke, ed. Nuova Ipsa, 1992

Terapia omeopatica  Possibilità in Patologia Cronica, ed. Boiron
Manuale di omeomesoterapia, De Bellis, Italia, ed. Guna, 2003
Jarmey, Bouratinos, Agopunti, ed. Edi Ermes 2010

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 19 giugno 2011

Come affrontare ... le afte

Rimaniamo ancora nelle problematiche del cavo orale.
Brevemente vediamo alcune soluzioni possibili per l'aftosi, dolorosa soprattutto durante l'alimentazione.

 In omeopatia troviamo i seguenti rimedi:

  • Borax, ottimo nelle gengivostomatiti aftose pediatriche (ma anche in età adulta) come rimedio leader
  • Capsicum, se il malato riferisce una sensazione di forte calore in bocca che peggiora quando beve acqua fredda
  • Mercurius corrosivus se l'aftosi è accompagnata da salivazione abbondante e anche diarrea

In omotossicologia invece avremo:

Arnica compositum Heel compresse e Nux Vomica Heel compresse, con Engystol N


Anche l'apiterapia offre un sollievo:

miscela di miele e propoli pennellata sulle afte



Fonti:
Clinica Medica Omeopatica, Aldo Ercoli, ed. Tecniche Nuove, 2007
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia Facile, Clarke, ed. Nuova Ipsa, 1992
Apiterapia, Cristina Mateescu, ed. MIR, 2008

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 17 giugno 2011

Come affrontare ... l'Herpes labiale

Quelle fastidiosissime vesciolette che compaiono periodicamente intorno alle labbra, con bruciore e prurito, soprattutto in caso di stress fisico o psichico, sono dovute ad un virus, l'Herpes Simplex, stretto parente della Varicella (e quindi dello Zoster, o Fuoco di Sant'Antonio).
Abbiamo fortunaamente validi farmaci della farmacopea classica per combatterlo, ma la medicina naturale tiene testa a quella chimica col grosso vantaggio di non avere effetti collaterali, interazioni, e di poter essere somministrata, almeno nel caso in oggetto, anche in gravidanza ed allattamento.

L'omeopatia ci offre queste numerose possibilità di scelta:

  • Rhus toxicodendron: per le vescicole limpide, a liquido chiaro, acquoso, piccole come capocchie di spillo, su uno sfondo di pelle rossa, molto brucianti e pruriginose, che migliorano con applicazioni calde.
  • Rhus vernix: in questo caso le vescicole assomigliano alle precedenti ma sono più numerose e confluiscono, inoltre non migliorano col calore
  • Cantharis vescicatoria: le vescichette sono grandi e piene di pus, spesso provocate da eccessiva esposizione al sole e migliorano col freddo (es: ghiaccio)
  • Mezereum: se le vescicole sono opache
  • Arsenicum Album: per vescicole brucianti soprattutto di notte e che migliorano con impacchi caldi, in pazienti ansiosi ed agitati
  • Sepia: per l'Herpes catameniale (che compare durante le mestruazioni, se compare prima è utile Lachesis) in donne depresse
  • Natrum Muriaticum: per chi soffre di Herpes periodico frequente in persone deboli, gracili e poco idratate.
  • Natrum Carbonicum: quando tutti gli altri rimedi sono risultati inefficaci.

Aggiungiamo che vi sono anche rimedi per l'Herpes genitale e sono principalmente Borax, Croton tiglium, Rhus toxicodendron. Petroleum e ancora con le stesse indicazioni di cui sopra Natrum Carbonicum
Natrum Carbonicum: se tutti gli altri rimedi sono stati inefficaci

L'omotossicologia propone fra gli altri:

In fase acuta Engystol compresse insieme a Lymphomiosot gocce e Mezereum Homaccord gocce
Oppure Mezereum GIVIMED ed Oma GIVIMED
Per prevenire le ricadute Herpes Simplex Nosode Injeel

Come oligoelemento risulta utile il Rame, antinfiammatorio ed antintifettivo
Apiterapia:

Ricordo anche che è risultata utilissima l'applicazione locale di miele o di miele e propoli, al punto da aver ottenuto risultati migliori rispetto al farmaco classico (aciclovir in crema)!

Fonti:
Clinica Medica Omeopatica, Aldo Ercoli, ed. Tecniche Nuove, 2007
Grande Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia, Ivo Bianchi, ed. Nuova Ipsa, 2007
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia, Patologia Cronica, Boiron
Manuale di omeomesoterapia, De Bellis, Italia, ed. Guna, 2003
Omeopatia Facile, Clarke, ed. Nuova Ipsa, 1992

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 29 maggio 2011

Come affrontare ... l'orzaiolo e il calazio

Chi ne soffre di frequente sa quanto siano fastidiosi. L'orzaiolo e il calazio sono piccoli "noduletti" infiammati nelle palpebre, dovuti a cause diverse (infettiva l'uno, da ostruzione dei dotti ghiandolari l'altro) ma ugualmente disturbanti.
Naturalmente sono importantissime le norme igieniche dell'occhio.
Vi sono poi diversi rimedi, sia omeopatici che omotossicologici, che possono venire in nostro valido aiuto.

L'omeopatia ci offre i seguenti rimedi:

Orzaiolo:

  • Aconitum, soprattutto se vi è stato un esordio improvviso dopo un colpo di freddo
  • Apis, se il dolore è pungente, bruciante e pruriginoso, migliora con impacchi freddi, color rosato e insorto rapidamente
  • Belladonna, se è molto rosso, gonfio e caldo e fortemente dolente
  • Hepar Sulphur, se secerne pus, il dolore è pungente e migliora con impacchi caldo-umidi
  • Mercurius Solubilis se è duro, pieno di pus, migliora con impacchi freddi e peggiora la notte
  • Pulsatilla, se vi sono orzaioli piccolissimi in gruppo e soprattutto come prevenzione per chi soffre di frequenti ricadute
  • Graphites per chi soffre di ricadute frequenti accompagnate da eczema umido
  • Lycopodium, in persone autoritarie e colleriche, se accompagnato da disturbi digestivi e se si aggrava sempre nel tardo pomeriggio
  • Staphysagria, soprattutto per orzaioli della palpebra superiore che residuano con nodosità
  • Calendula T.M. pomata localmente

Calazio:

  • Hepar Sulphur
  • Staphysagria
  • Thuya, per i calazi spessi, duri, nodosi, che migliorano con impacchi caldi e peggiorano col tempo umido
  • Conium, soprattutto per calazi delle palpebre inferiori
  • Luesinum
  • Medorrhinum
  • IL2 4CH
  • TNF 4CH
  • Tuberculinum, sempre per chi soffre di orzaioli a ripetizione

L'omotossicologia ci propone fra gli altri:

  • Staphysagrai Heel compresse
  • Arnica compositum Heel compresse
  • Arnica compositum pomata
  • Graphites Homaccord gocce
  • Negli orzaioli utile anche Echinacea compositum S
  • Slicea heel per le recidive


Fonti:
Clinica Medica Omeopatica, Aldo Ercoli, ed. Tecniche Nuove, 2007
Grande Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia, Ivo Bianchi, ed. Nuova Ipsa, 2007
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Omeopatia, Patologia Acuta, Boiron

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




giovedì 19 maggio 2011

Come affrontare ... gli acufeni

Un disturbo non raro, al quale spesso non si trovano soluzioni adeguate e in cui l'esito degli accertamenti diagnostici è frequentemente del tutto negativo, sono gli acufeni, i fastidiosissimi suoni dal timbro sgradevole che perseguitano giorno e notte il malcapitato.

Immagine: L'urlo di Munch, particolare, tratta dal sito: http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=63723

La medicina omotossicologica ed omeopatica non sono sprovviste di armi efficaci verso questo disturbo.
Seguendo la logica delle omotossicosi, si potrebbe proporre una terapia omotossicologica basata su un adeguato drenaggio (Lymphomyosot, Galium Heel), più rimedi sintomatici come Cimicifuga Homaccord, associati a rimedi stimolanti il microcircolo quali Aesculus compositum o Solanum compositum.

Tuttavia devo dire che nella mia personale esperienza clinica ho riscontrato ripetuti successi definitivi con la semplicissima associazione di Lymphomyosot gocce e China granuli 5CH, per 2-3 mesi.

In realtà con questo semplice schema terapeutico non ho mai dovuto far ricorso alla mesoterapia, che si associa alla terapia orale secondo questo possibile protocollo in una o due sedute:
Solanum Compositum fiale
Arteria Suis Injeel  fiale
Cocculus Heel fiale
Argentum Homaccord fiale
tutti miscelati e iniettati in tutti i punti in proiezione dell’orecchio specialmente sull’apofisi mastoidea, e inoltre sugli agopunti:
TR (tripice riscaldatore) 5 e 17, IT (intestino tenue) 19, VB (vescica biliare) 2

Inoltre, per gli acufeni viene proposta anche la coppettazione sui seguenti agopunti:
E (stomaco) 36, TR (tripilce riscaldatore) 5-6-7, VB (vescica biliare) 20-21, VG (vaso governatore) 4-14.


Fonti:
Ordinatio antihomotoxica et Materia Medica Heel, 13a ed., 2005
Clarke, Omeopatia Facile, ed. Nuova Ipsa 1992
De Bellis, Italia, Manuale di Omeomesoterapia, ed. Guna 2003
Jarmey, Bouratinos, Agopunti, ed. Edi Ermes 2010
Demarque, Jouanny, Farmacologia e materia medica omepatica, ed. Tecniche Nuove 1999



Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




mercoledì 18 maggio 2011

La coppettazione

Stasera voglio brevemente presentare una tecnica di medicina cinese chiamata coppettazione.
Pur non essendo io un medico agopuntore ne sono rimasta affascinata e mi sono letta alcuni testi.
Ora senza aver la pretesa di conoscerla, vorrei solo spiegare e condividere questa interessante proposta terapeutica.

Essa consiste nell'aspirazione della cute all'interno di coppette (di vetro o silicone oggi, di bambù o terracotta nell'antichità) nelle quali si è creato il vuoto (col calore, o con l'aspirazione a pompetta nelle più moderne).
Vengono aspirate zone precise di cute che corrispondono a punti di agopuntura oppure vengono fatte scorrere sui meridiani, soprattutto nella regione dorsale.
E' una tecnica tra le tante che ruotano attorno all'agopuntura, come lo shiatzu o il guasha o la moxa.

Ciò che mi piace è la sua immediatezza, l'idea di unire una pressione sugli agopunti al calore, e il fatto che abbia un effetto drenante sia nei confronti della ritenzione idrica che degli accumuli tossici, e in questo ha effetti affini all'omotossicologia!!
La tecnica dinamica, in cui le coppette non vengono lasciate ferme in sede ma fatte scorrere lungo i meridiani dorsali previa lubrificazione della cute (ad esempio con olio) è particolarmente indicata per ansia e depressione, in quanto molto rilassante.
In rete si trovano numerose foto e filmanti chiari ed esaustivi, da guardare per rilassarsi e farsene un'idea.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




martedì 10 maggio 2011

Le diluizioni omeopatiche

Chi ha comperato prodotti omeopatici avrà certamente notato le composizioni, fatte di nomi latini seguiti da simboli come D, C, DH, CH, K, LM.
Cosa significano?

Rappresentano le diluizioni, che in omeopatia sono dette "potenze". Infatti ogni rimedio omepatico viene diluito una quantità x di volte e successivamente scosso, cioè mescolato, agitato in modo particolare, in linguaggio omeopatico si parla di "succussioni" o "dinamizzazioni".

In questo post mi soffermerò solo sulle diluizioni, sebbene ogni diluizione rappresenti anche una certa quantità di succussioni, come vedremo.
Diluizioni e succussioni sono sostanzialmente ciò che differenzia un rimedio omeopatico da un rimedio allopatico, e non il fatto che i rimedi siano "naturali" oppure no. Infatti, con grande sorpresa dei più, l'omeopatia si avvale anche di sostanze farmacologiche classiche, e non solo di rimedi naturali, solo che le diluisce e, appunto, dinamizza.

Impariamo quindi insieme a leggere una composizione omeopatica.

DH o semplcemente D è una diluizione che procede per rapporti 1:10 (1 parte di sostanza viene diluita in 9 parti di solvente e sottoposta poi alla dinamizzazione o succussione, cioè per 1 parte di molecola, ad esempio Belladonna, 10 parti di solvente, cioè acqua)

CH o C invece è il rapporto 1:100 (1 parte di sostanza viene diluita in 99 parti di solvente e successivamente dinamizzata o succussa)

(H sta per Hahnemann, il medico tedesco che scoprì l'effetto delle diluizioni omeopatiche)

K è il nome del generale russo  Korsakof, un medico che durante le guerre napoleoniche fece questa scoperta: non potendo preparare i rimedi omeopatici secondo le regole Hannemaniane, per evidenti problemi legati alla contingente situazione bellica, si accontentò di prendere un rimedio, metterlo in una boccettina di vetro, diluire e scuotere, quindi vuotarlo, riempirlo di nuovo d'acqua e ripetere l'operazione il numero desiderato di volte, sfruttando la quantità di rimedio che ad ogni svuotamento di boccetta rimane adesa alle pareti di vetro.

LM vuoi dire cinquanta millesimali (1 parte di soluto per 50000 di solvente)

Ogni rimedio omeopatico riporta sulla confezione e sul contenitore la composizione, il tipo di diluizione e la potenza di ogni rimedio singolo qualora si tratti di un complesso.

Ovviamente a partire da 12 CH o da 24 DH, siamo al di là del numero di Avogadro, che è uguale a circa 1024 molecole/mole (6,02214179(30) 1023 mol −1): quindi, dal punto di vista chimico, non vi è più alcuna molecola di soluto nella soluzione.
E qui si ritorna all'ipotesi dei clusters d'aqua, che mi piacciono così tanto da aver dato il nome al mio blog!

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 17 aprile 2011

La neuralterapia: quando? a chi? (parte terza)

Abbiamo visto nelle due parti precedenti cos'è la neuralterapia, dove si colloca tra le pratiche mediche, e come viene praticata.
Ora vediamo quando è utile e a cosa serve.

Direi che l'indicazione principale è il dolore, in tutte le sue forme.

Quindi il dolore ad esempio osteomioarticolare, come da artriti artrosi e reumatismi, e le conseguenze funzionali che provoca limitando il movimento.
Oppure il dolore viscerale che sia ancora di tipo flogistico o anche disturbi viscerali funzionali.

Facciamo un elenco esemplificativo, cercando di procedere per settori corporei:

Testa e collo:
cefalee e nevralgie
orzaioli e calazi, blefariti, dacriocistiti, congiuntiviti
sinusiti, riniti e pollinosi
otiti, tinnito, vertigini, cinetosi
tonsilliti e faringiti
sialoadenti
herpes simplex e zoster
distiroidismi e struma eutiroideo, tiroiditi
bolo isterico
laringiti

Torace:
bronchiti
asma
pleuriti
fratture costali
nevralgie intercostali
zoster
mastiti e mastodinie

Addome:
gastriti, coliti
stipsi
emorroidi
disturbi funzionali del fegato
sindrome post-colecistectomia
coliche biliari
coliche renali

Pelvi:
cistiti, prostatiti
incontinenza da stress
amenorrea, dismenorrea
dolore pelvico

Colonna vertebrale:
artrosi, artriti, lombalgia, sciatalgia, coccigodinia

Arti e principali articolazioni:
artriti, artrosi, tendiniti, sinoviti, borsiti, tendinopatie inserzionali
sindrome del tunnel carpale
morbo di Dupuytren
distorsioni, contusioni

Altro:
polineuropatie
malattie di Raynaud
varici
linfedema
adeniti
dermatiti
cheloidi
ulcere

Concludendo, la neuralterapia è un metodo che tratta l'organismo attraverso il sistema regolatore basale, e pertanto può utilmente essere associata a terapie che agiscono esse pure in tal senso, come l'omeopatia, l'omotossicologia, l'agopuntura e le tecniche da essa derivate.
Può altresì trovare valida indicazione come coadiuvante a terapie classiche, laddove la patologia in atto o pregressa abbia provocato disfunzioni del simpatico e ridotto la perfusione tissutale, fattori che infatti contribuiscono alla genesi del dolore.

Per chi desiderasse approfondire l'argomento, ho trovato utili due testi:
- divulgativo: "Neuralterapia" di Paolo Cataldi, ed. Red
- scientifico: "Manuale e atlante di terapia neurale secondo Huneke" di Hans Barop, ed. Edi-Ermes

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




domenica 10 aprile 2011

La neuralterapia: seconda parte

Segue dalla Prima Parte


Ma come si svolge la terapia neurale?

Dato tempo debito ad una accuratissima anamnesi, con particolare attenzione alla cronologia dei sintomi e alle loro eventuali relazioni con patologie pregresse o interventi chirurgici anche odontoiatrici (esempio: "dopo l'appendicectomia ho sempre sofferto di mal di testa"); e dato altrettanto tempo all'EO (esame obiettivo) specialmente all'ispezione che dovrà render conto anche di ogni più piccola cicatrice cutanea o mucosa, il medico può richiedere esami strumentali a scopo puramente diagnostico oppure al fine di ricercare un campo perturbante (esempio: una panoramica dentaria).

A questo punto inzia la terapia partendo da iniezioni (con Procaina all'1% o 2% o con composti omotossicologici od omeopatici a base di Procaina):

1) il primo livello sarà quello segmentale, ossia verrà iniettata in sede locale (sede del dolore/disturbo) e nelle zone innervate dai medesimi segmenti radicolari.

2) Se ciò non sarà sufficiente si passa alle iniezioni più profonde, a livello gangliare o periviscerale.

3) Se nemmeno questo fosse sufficiente, oppure se i livelli precedenti avessero provocato un aggravamento dei sintomi, si passa a ricercare il campo di disturbo.

I campi di disturbo in assoluto più frequenti sono da ricercarsi nelle zone di testa e collo, soprattutto nei denti e nelle tonsille ma anche nei seni paranasali e in altri organi del capo e del collo (es: tiroide).
Altri campi di disturbo molto frequenti sono le cicatrici, anche quelle vecchissime e piccolissime, ormai quasi invisibili, sia della cute che delle mucose; poi gli organi pelvici e il perineo.

Tuttavia va sempre considerato che ogni patologia può essere causata da un qualsiasi campo di disturbo, e che ogni campo di disturbo può sostenere diverse patologie!



Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 1 aprile 2011

La neuralterapia: introduzione (parte prima)

La neuralterapia o terapia neurale è una branca medica di difficile collocazione, tra il convenzionale e il non-convenzionale.

E' una terapia largamente utilzzata a scopo antalgico (ma non solo), scoperta in Germania nel 1940 dai fratelli Huneke, che sfrutta la tecnica di iniezioni infiltranti con un anestetico locale in zone dolenti o comunque sintomatiche, e se necessario anche in altre zone apparentemente sane e non collegate a quelle malate, ma definite dal neuralterapeuta "campo perturbante". In pratica le zone a distanza da quella malata sono il focus che crea uno squilibrio che poi si va a ripercuotere sulla parte sintomatica, presumibilmente tramite le terminazioni libere extracellulari e multisinaptiche gangliari del sistema simpatico.

La difficoltà di collocazione tra terapie classiche e complementari nasce da tre constatazioni.

La prima è che le iniezioni praticate ai varii livelli (intradermo, sottocute, intramuscolo, periarticolare, intrarticolare, gangliare, periviscerale) consistono di Procaina all'1% o al 2%, e in questo la neuralterapia si può definire "convenzionale" dato che fa uso di un anestetico locale.
Senonchè vi è chi usa la Procaina omotossicologica come ad esempio Procainum Compositum Heel, o addirittura omeopatica. Allora entriamo nell'omotossicologia e quindi nel non-convenzionale.

Un altro aspetto controverso è appunto il campo perturbante.
Infatti se talvolta le iniezioni vengono praticate in modo segmentario, ossia nei segmenti corrispondenti alle innervazioni autonome (riflessi viscerocutanei, visceromuscolari), talaltra si infiltrano invece i campi di disturbo, e questo appare in contrasto o per lo meno non spiegabile "scientificamente". O meglio, si può chiarire anatomicamente invocando appunto le connessioni simpatiche, ma non è stato dimostrato funzionalmente.

Infine bisogna considerare che la Procaina non viene utilizzata con finalità anestetiche come nella medicina classica, ma si utilizza al fine di ripristinare un equilibrio, azzerando lo stimolo (depolarizzazione cellulare, potenziale d'azione) nella zona da curare, e facendo così annoverare la neuralterapia tra le terapie mediche di riequilibrio del sistema regolatore basale dell'organismo, come l'agopuntura (con la quale condivide tra l'altro molti punti di iniezione) o l'omeopatia.


Segue Seconda Parte


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




martedì 15 marzo 2011

Omeopatia e Omotossicologia: quale scegliere?

Nei commenti al mio precedente post mi è stato giustamente domandato quale sia la migliore tra le due discipline. Ogni medico ha qui il suo punto di vista, e io dico il mio.
Innanzitutto bisogna considerare che l'omotossicologia è "figlia" dell'omeopatia, quindi le due non si escludono e questa è la realtà di fatto: molti medici che praticano l'una praticano anche l'altra.

L'omeopatia è più "elegante": con pochi rimedi o nei casi fortunati un solo rimedio, si ottengono risultati rapidissimi e completi, senza residuo di malattia.
L'omotossicologia è più ad ampio spettro, più applicabile su larga scala, ed anche più semplice per il medico in quanto ha un approccio più vicino alla medicina classica.

Ora in linea generale io penso che nelle persone giovani e soprattutto nei bambini sia da preferire l'omeopatia, che tra l'altro è anche più economica per il paziente.
Invece per persone di età più avanzata o comunque molto intossicate (inquinamento, fumo, stress, vita sedentaria, abitudini alimentari ...) sia più opportuna l'omotossicologia, o almeno iniziare con questa per poi passare all'omeopatia (ma nulla vieta al terapeuta di associarle fin da subito).
Naturalmente anche l'omotossicologia, in quanto priva di effetti collaterali, può essere somministrata tranquillamente e con notevoli benefici a tutti i bambini.

Un altro criterio secondo me importante (peraltro correlato allo stato di intossicazione) è la durata della malattia: se è acuta preferirei l'omeopatia, se è cronica (e quindi si trascina da tempo, indicandoci una mancanza di reattività profonda del paziente, spesso riconducibile appunto a sovraffaticamento cellulare) preferirei l'omotossicologia.

In definitiva, io direi che tutto sommato è da preferire quella con cui il terapeuta si sente più sicuro, essendo entrambe prive di tossicità, ed avendo entrambe ottimi risultati.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 4 marzo 2011

Omeopatia e Omotossicologia: quali differenze?

Le medicine non convenzionali possono creare confusione nei non addetti ai lavori (ma anche negli addetti!!) quando si comincia ad enumerarne le mille possibili varianti, perchè sono davvero tante le specie e sottospecie di ognuna.
Dalla medicina tradizionale cinese ad esempio non abbiamo importato solo l'agopuntura, ma ne sono derivate lo shiatsu, vi si appoggia la kinesiologia e tante altre discipline "naturali". Idem dicasi per l'omeopatia. Ne ho già evidenziato la molteplicità delle scuole (unicista, pluralista, complessista) ma ora vorrei focalizzare l'attenzione in particolare sulla differenza tra l'omeopatia e le sue varianti, e l'omotossicologia.

Quest'ultima è nata circa due secoli dopo l'omeopatia e si serve di rimedi complessi, ossia di preparati contenenti più rimedi a diluizioni diverse. Inoltre nell'omotossicologia troviamo tra i rimedi gli organoterapici suis, i bioterapici (vecchi "nosodi") e i catalizzatori (enzimi).
Molto recentemente sono entrati a far parte della pratica omotossicologica anche ormoni e citochine, venendo a crearsi intorno a questi la Medicina Fisiologica di Regolazione.

Nella pratica clinica l'omeopatia incentra la diagnosi sulle caratteristiche del paziente e dei suoi sintomi, con le loro particolarissime modalità d'espressione, mentre l'omotossicologia, pur tenendone conto, effetua una diagnosi classica e va poi a determinare il livello di accumulo tossico del paziente (confrontando la sua storia clinica con la Tavola delle Omotossicosi), nonchè l'eventuale squilibrio ormonale e/o immunitario con la moderna Medicina Fisiologica di Regolazione.

Nella scelta terapeutica infine l'omeopatia si avvale sempre di uno o comunque pochi rimedi per volta, cambiandoli semmai in momenti successivi di controllo clinico, mentre l'omotossicolgia utilizza più preparati per volta con particolare enfasi sui drenanti ai fini di disintossicare l'organismo malato rinforzandolo contro agenti nocivi endogeni e/o esogeni.
Per riassumere:





Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




venerdì 25 febbraio 2011

SUNSHINE AWARD 2011

Ho vinto un premio!! Il primo per il mio blog!! SUNSHINE AWARD 2011 , ossia un pubblico apprezzamento che possiamo assegnare ai blog e alle blogger che più ci stanno care:
ed eccomi così a postare in modo del tutto imprevisto, grazie a Francesco che mi ha premiata!!!

L'idea è davvero carina, ed è un modo per far conoscere (e conoscere) blog diversi e magari con argomenti cui di solito non ci interessiamo. Un'occasione quindi non solo per vedere come lavorano altre persone sul nostro stesso settore, ma anche per aprire la mente a interessi nuovi e diversi ... non si sa mai, magari scopriamo in noi stessi risorse sconosciute e si moltiplicano gli hobby e le conoscenze!!

Grazie Francesco, webmaster di un bellissimo blog di cucina vegetariana alla spezzinaaaaaaaa!!

Le regole sono queste:
  1. scrivere un post per il premio;
  2. ringraziare nel nostro post chi ci ha premiato;
  3. passarlo a 12 blog ritenuti meritevoli;
  4. inserire il link di ciascuno dei blog scelti;
  5. dirlo ai premiati
Ecco l'elenco dei 12 blog che premio io, in ordine del tutto casuale (per molti è un'occasione in cui ringraziare gli autori per l'aiuto che mi hanno offerto in certe occasioni): di mia inziativa ho inserito una breve motivazione al premio:

  1. Pensieri Lenti per l'affinità nelle letture e nella spiritualità
  2. La cuoca pasticciona per avermi fatto una torta di compleanno anche se io non c'ero!
  3. Clo&Demk per avermi aiutata più volte con simpatia e cortesia nel fare questo blog
  4. Appunti per blogger per avermi suggerito alcune idee brillanti per il blog
  5. Veganblog per essermi sempre di spunto per una cucina etica verso l'uomo e tutto il creato
  6. Immagineafrica per il comune desiderio di silenzio e per farmi conoscere un'Africa che non conoscevo
  7. Inventoridistrade per essere il blog del circolo culturale della mia parrocchia!
  8. Il blog di Nanino (zia Caua) per tutti i suggerimenti culinari che ho ricevuto da Nanino (zia Caua)
  9. In cucina con amore per la simpatia che ho per Stellina84
  10. Robin Yoga's Space perchè è il blog della mia prof di yoga
  11. Omotossicologia per affinità di interessi pofessionali
  12. Attentialweb per gli argomenti bio-eco ma soprattutto per il titolo, troppo forteeeeee!!!

       

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!




giovedì 24 febbraio 2011

Equilibrio acido-base

L'equilibro acido-base è uno degli equilibri fondamentali dei sitemi viventi, mantenuto grazie ad una fine regolazione omeostatica.
La vita è compatibile con valori di pH di 7,4 +/- 0,4

In un'emogasanalisi arteriosa potremo trovare le seguenti alterazioni:

ACIDOSI METABOLICA:
pH tra 7,25 e 7,35 o pH normale se l'acidosi è compensata
riduzione dei bicarbonati a 10 mEq/l o meno
riduzione della pCO2 a 20-30 mmHg
Le cause principali sono: invasione acida endogena come nella chetosi diabetica o l'acidosi lattica, o esogena come nelle intossicazioni da metanolo, alcool, salicilato e glicol etilenico; insufficienza rnale acuta o cronica; perdita di basi (colera).

 
ACIDOSI RESPIRATORIA:
pH tra 7,25 e 7,35 o pH normale se l'acidosi è compensata
aumento dei bicarbonati tra 30 e 50 mEq/l finchè c'è compenso per poi normalizzarsi nello scompenso (25 mEq/l)
aumento della pCO2 a 70-80 mmHg
Le cause principali sono: compromissione fisica (trauma cranico, accidenti vascolari) o chimica (barbiturici, sedativi, botulismo) dei centri e vie respiratorie; broncopneumopatie  acute e croniche.


ALCALOSI METABOLICA
pH intorno a 7,45 o normale se l'alcalosi è compensata
aumento dei bicarbonati
pCO2 normale o lievemente aumentata
Le cause principali sono: eccessiva introduzione di alcali (esempio nei gastropatici in terapia); eccessiva perdita di acidi (vomiti protratti - in questo caso caratteristica è la diminuzione della cloruria -, aspirazioni gastriche con sondino, abuso di diuretici - in questo caso sono caratteristiche l'ipokaliemia e la dminuzione dei bicarbonati nelle urine - o lassativi); iperaldosteronismo primitivo o morbo di Conn.


ALCALOSI RESPIRATORIA
pH aumentato
pCO2 diminuita
Cause principali: iperventilazione, coma epatico, intossicazione da salicilato, attività fisica a grandi altitudini.

Eccettuati questi quadri clinici eclatanti e meno frequenti, molto più comune e subdola è la lievissima acidosi metabolica compensata che si instaura cronicamente a causa di stress, inquinanti alimentari e inalanti, vita sedentaria e al chiuso, alimentazione sbilanciata con eccesso di zuccheri raffinati, fumo di sigaretta ed altre cause legate allo stile di vita.

Questa acidosi è rilevabile solo facendo un controllo urinario quotidiano e ripetuto per periodi abbastanza lunghi, confrontando molo semplicemente l'esito della cartina tornasole col seguente diagramma:



(immagine tratta dal sito: http://www.acidosi.it/il_problema_acidosi.asp)

Qualora il riscontro dei valori di pH sia significativamente sotto la norma (area bianca) allora sarà opportuna una correzione delle abitudini di vita.

A cosa può portare un'acidosi cronica seppur lievissima?
Ad esempio ad una minor resistenza agli stress e ad una maggiore sensibilità al dolore, a stanchezza, alla formazione di cellulite e ad un maggior lavoro renale, alla predisposizione all'infiammazione e all'osteoporosi.

Come combattere l'acidosi?
Innanzitutto con una sana attività fisica, meglio ancora se all'aperto, quindi con regolare introduzione di acqua (almeno 1,5 litri al giorno!), con eliminazione di abitudini insane come il fumo o l'eccesso di eccitanti (caffè, the o altro), con una drastica riduzione degli zuccheri raffinati (anche il pancreas - e la bilancia - ringraziano!!!con una dieta ricca di frutta e verdura e di alimenti alcalini:

(Immagine tratta da: http://www.acidosi.it/download/dieta%20alcalinizzante.pdf)

Da ultimo, e sempre solo sotto controllo medico, con un breve periodo di integrazione con prodotti alcalinizzanti.
     

Fonti: A. Caniggia "Metodologia Clinica" Ed. Minerva Italica VII edizione
Sito Named: www.acidosi.it


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con gli amici!